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PUN e PSV: cosa sono e come influenzano la bolletta

Spiegazione di PUN (Prezzo Unico Nazionale) e PSV (Punto di Scambio Virtuale): gli indici del mercato all'ingrosso dell'energia che determinano il prezzo delle offerte variabili.

📅 Aggiornato: 15 April 2026 ⏱ 7 min di lettura 🇮🇹 Mercato energetico italiano

Cos'è il PUN (Prezzo Unico Nazionale)?

Il PUN — acronimo di Prezzo Unico Nazionale — è il prezzo medio all'ingrosso dell'energia elettrica in Italia. È il prezzo al quale i produttori e gli importatori vendono l'energia agli operatori di mercato sulla Borsa Elettrica Italiana (GME), gestita dal Gestore dei Mercati Energetici.

Il PUN viene calcolato come media ponderata dei prezzi zonali orari (Italia Nord, Centro-Nord, Centro-Sud, Sud, Sicilia, Sardegna), ponderata per i volumi scambiati in ogni ora. Viene pubblicato quotidianamente e aggregato su base mensile da ARERA.

Il PUN si misura in €/MWh (o equivalentemente in c€/kWh), il che significa che indica il costo per ogni megawattora di energia acquistata sul mercato all'ingrosso.

ℹ PUN: cifre recenti
Dopo i picchi del 2022 (oltre 300 €/MWh), il PUN si è normalizzato: nel 2025–2026 si è stabilizzato tra 100 e 135 €/MWh (circa 10–13,5 c€/kWh). I valori storici mensili sono pubblicati da ARERA sul Portale Offerte.

Come si forma il prezzo dell'energia elettrica?

Sul Mercato del Giorno Prima (MGP) — il principale mercato della Borsa Elettrica — produttori e acquirenti presentano le loro offerte di vendita e acquisto per ogni ora del giorno successivo. L'incrocio tra domanda e offerta determina il prezzo zonale per ogni ora.

Fattori che influenzano il PUN:

  • Produzione da fonti rinnovabili: quando sole e vento producono molto, l'offerta aumenta e il prezzo scende. Per questo il PUN è tipicamente più basso nei mesi primaverili (molto fotovoltaico).
  • Prezzo del gas naturale: in Italia molte centrali termoelettriche bruciano gas. Quando il gas è caro, lo è anche l'energia elettrica.
  • Domanda stagionale: picchi in estate (aria condizionata) e in inverno (riscaldamento con pompe di calore).
  • Interconnessioni europee: importazioni da Francia (nucleare), Austria e Svizzera (idro) influenzano il prezzo nazionale.
  • Prezzo del CO₂: i permessi di emissione ETS europei incidono sul costo di produzione delle centrali fossili.

Come il PUN influenza la tua bolletta

Il PUN entra direttamente in bolletta solo se hai un'offerta a prezzo variabile indicizzato al PUN. In questo caso, il prezzo che paghi per ogni kWh consumato è calcolato come:

Prezzo per kWh = PUN mensile (€/kWh) + Spread del fornitore (€/kWh)

Lo spread è il margine commerciale del fornitore, fisso per tutta la durata del contratto. È la remunerazione del fornitore per il servizio di approvvigionamento e commercializzazione.

Esempio pratico: se il PUN di gennaio 2026 è 0,1327 €/kWh e il tuo contratto ha spread 0,018 €/kWh, pagherai 0,1507 €/kWh per ogni kWh in F1 consumato a gennaio.

Tipo offertaCome si calcola il prezzoRischio
FissoPrezzo bloccato per la durata del contrattoBasso: sai sempre quanto paghi
Variabile PUNPUN mensile + spread fissoMedio-alto: segue il mercato
Tutelato (storico)Prezzo ARERA aggiornato ogni trimestreMedio: aggiornamento ritardato

Cos'è il PSV (Punto di Scambio Virtuale)?

Il PSVPunto di Scambio Virtuale — è l'equivalente del PUN per il gas naturale. È il prezzo all'ingrosso del gas sulla piattaforma di bilanciamento italiana gestita da Snam.

Il PSV si misura in €/MWh termico o in €/Smc (euro per metro cubo standard). Le offerte gas indicizzate al PSV funzionano con la stessa logica delle offerte luce indicizzate al PUN:

Prezzo per Smc = PSV mensile (€/Smc) + Spread del fornitore (€/Smc)

Il PSV è influenzato dal prezzo internazionale del gas (TTF europeo, prezzi LNG), dalla stagionalità (picco invernale per il riscaldamento), dalle riserve negli stoccaggi nazionali e dalla disponibilità delle infrastrutture di importazione.

⚠ Volatilità del PSV nel 2022
Durante la crisi energetica del 2022, il PSV ha raggiunto picchi di oltre 3 €/Smc (contro i tipici 0,3–0,5 €/Smc). Chi aveva offerte indicizzate al PSV ha visto moltiplicare la bolletta. Chi aveva un fisso era protetto, ma spesso il fisso era stato stipulato prima della crisi a prezzi già elevati.

Fisso o variabile: quale conviene?

Non esiste una risposta universale. La scelta dipende dalla tua propensione al rischio e dalle aspettative sui prezzi futuri.

Il prezzo fisso conviene quando:

  • I prezzi di mercato sono bassi e ti aspetti che risalgano (blocchi il vantaggio)
  • Vuoi certezza sulla spesa futura (budget familiare o aziendale)
  • Il differenziale fisso/variabile è contenuto (spread basso)

Il prezzo variabile conviene quando:

  • I prezzi di mercato sono alti e prevedi una discesa
  • Lo spread del fornitore è molto basso (meno di 1 c€/kWh)
  • Puoi monitorare il mercato e cambiare contratto rapidamente se i prezzi salgono
💡 La strategia mista
Alcune PMI con consumi elevati optano per una strategia mista: fissano il prezzo per una parte dei consumi prevedibili (base load) e lasciano variabile la parte residua. Questa tecnica richiede però un monitoraggio attivo del mercato.

Vuoi sapere qual è il PUN attuale?

Bollette Risparmio utilizza gli indici PUN e PSV pubblicati da ARERA, aggiornabili dal pannello di gestione, per calcolare le offerte variabili più convenienti per il tuo profilo.

📈 Confronta le offerte indicizzate

Dove trovare i valori aggiornati di PUN e PSV

I valori mensili di PUN e PSV sono pubblicati da fonti ufficiali:

  • ARERA — Portale Offerte: ilportaleofferte.it pubblica i prezzi storici mensili usati come riferimento per le offerte indicizzate.
  • GME (Gestore Mercati Energetici): mercatoelettrico.org pubblica i prezzi zonali orari dell'elettricità in tempo reale.
  • Snam Rete Gas: pubblica i prezzi PSV giornalieri sulla piattaforma di bilanciamento.
  • Bollette Risparmio: il pannello admin aggiorna automaticamente gli indici mensili ARERA per il calcolo delle offerte variabili.

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